Un modello formativo per raggiungere gli indici di qualità e produttività aziendali.

L’applicazione del modello Benessere per ben lavorare© consente nell’arco di qualche mese di ottenere significativi risultati in termini di miglioramento della qualità del prodotto e di maggior senso di appartenenza all’azienda. La formula prevede il coinvolgimento in una formazione riflessiva oltre che dei manager responsabili, anche di impiegati e operatori di produzione, ossia di persone che svolgono compiti piuttosto ripetitivi e proceduralizzati, alle quali è prassi consolidata proporre corsi specialistici, per lo più di addestramento al saper fare di tipo tecnico.

Elton Mayo, psicologo e docente alla Harvard Graduate School of Business, già agli inizi del 1900 sosteneva che il coinvolgimento e la motivazione dei lavoratori sono un elemento di grande rilevanza per conseguire miglioramenti nella qualità del lavoro in azienda.

E’ ormai assodato nei fatti e confermato dai tabulati aziendali, oltre che sostenuto a livello teorico, che la dimensione gerarchica e le procedure consolidate, da sole non riescono a governare la convivenza nelle aziende.

La qualità delle relazioni informali tra i lavoratori costituisce la base per la definizione di regole implicite in azienda che a loro volta costituiscono una variabile essenziale se non superiore a quella delle procedure codificate.

È di fatto innegabile che condizioni di scarso benessere organizzativo determinano – soprattutto tra i livelli gerarchici inferiori – fenomeni quali la diminuzione della produttività, l’assenteismo, bassi livelli di motivazione, ridotta disponibilità al lavoro in momenti difficili o per compiti che richiedono maggiore precisione e fatica, carenza di fiducia, mancanza d’impegno, con conseguente difficoltà nel rispetto degli standard di qualità del prodotto e dei tempi di consegna e relativo aumento di reclami da parte dei clienti interni (altri reparti della medesima azienda) ed esterni.

Dunque le domande sono:

  • Come aumentare le motivazioni dei propri collaboratori?
  • Come migliorare i rapporti fra dirigenti e operatori?
  • Come aumentare la soddisfazione e il senso di appartenenza dei lavoratori verso l’azienda?

In ogni lavoro, in qualsiasi ruolo e qualsiasi mansione svolgiamo, il nostro livello di benessere sul lavoro, ovvero la misura di “quanto io sto bene là” è in gran parte da ascriversi a:

  1. Il lavoro in sé: il risultato ottenuto, come è stato ottenuto.
  2. Se stessi: conferme, scoperte, apprendimenti …; difficoltà superate, sfide vinte …
  3. Gli altri: considerazioni, gratificazioni da parte di capi, colleghi …
  4. Il mondo: la visibilità del proprio contributo all’interno e all’esterno dell’Organizzazione

Coerentemente con quanto sopra affermato, con Benessere per ben lavorare© sono tenuti presenti questi quattro aspetti. Il modello prevede la partecipazione attraverso esercitazioni, riflessioni individuali e lavori di gruppo sia del personale dei settori amministrativi sia di quelli produttivi dell’azienda, senza tralasciare il coinvolgimento anche in aula in specifici momenti di confronto dei manager e dell’alta direzione.

Una Direzione aziendale che sa dare il giusto risalto al lavoro e alle proposte dei propri collaboratori, incoraggia e valorizza gli apprendimenti di quanti lavorano nell’organizzazione. Così facendo favorisce una maggior sovrapposizione tra le aree d’interesse tra lavoratore e Organizzazione: ciò accentua il senso di appartenenza e la crescita della motivazione e la soddisfazione individuale. Si sviluppa pertanto un circolo virtuoso benessere delle persone – successo dell’organizzazione, fondamentale per una cultura dei modi a sostegno della soddisfazione dei lavoratori e del successo aziendale.

 

La cultura dei modi come strumento di sostegno e successo:

Il modello in pratica

La prima applicazione del modello Benessere per ben lavorare© -seguita da altre che ne hanno suffragato il successo- risale alla primavera 2010. La proposta è stata attuata in un’azienda chimica di medie dimensioni dell’hinterland milanese grazie ad un accordo azienda-RSU per l’accesso ai fondi destinati alla formazione grazie agli accantonamenti INPS. (lincarlo alla voce finanziamenti)

L’obiettivo era migliorare la produzione attraverso il miglioramento del clima relazionale tra i lavoratori. In sintesi tale accordo evidenzia la confluenza d’interessi verso la formazione relazionale e organizzativa tra la parte padronale e sindacale dell’ azienda. Entrambi le parti riconoscono l’utilità di questa formazione e garantiscono impegno e attenzione verso il progetto oggetto d’intesa.

Operai turnisti e capireparto, unitamente al personale addetto al controllo qualità e amministrativi sono stati in aula, si sono confrontati attorno a un tavolo ripensando al loro modo di relazionarsi e organizzarsi per bene-stare e ben lavorare. A seguito di un percorso formativo iniziale sul versante relazionale è stato possibile sviluppare un vero e proprio progetto di formazione – ricerca – intervento coinvolgente per tutti i partecipanti all’iniziativa formativa, secondo la metodologia riassunta in questa immagine.

 

La metodologia formazione-ricerca-intervento proposta ai lavoratori:

A specifiche sollecitazioni, i lavoratori hanno sempre risposto con impegno, sia in aula sia nella messa in atto dei buoni propositi, ossia nella messa in pratica di buone pratiche nel lavoro di tutti i giorni.

La direzione aziendale in accordo con la RSU ha di volta in volta vagliato le proposte organizzative emerse dalle fasi di aula sostenendole e spesso integrandole in una visione strategica più ampia rafforzandone in questo modo la pratica attuazione e tenuta nel tempo.

L’introduzione di parziali modifiche ragionate e condivise tra tutti, ha contribuito a sviluppare durante il percorso formativo protrattosi complessivamente per alcuni mesi (marzo 2010 – dicembre 2010) un maggior senso di responsabilità individuale, con ampie ricadute sul miglioramento del clima dell’organizzazione del lavoro.

Durante il progetto Benessere per ben lavorare© tra i partecipanti si è “riacceso” il desiderio di partecipare, di scegliere, di assumersi responsabilità: in altre parole, la voglia di viversi più pienamente anche sul lavoro, migliorando così anche la propria autostima professionale e il senso di appartenenza all’azienda. Abbiamo sviluppato riflessioni sul come ciascuno si atteggia, si relaziona, sceglie, decide… In seguito abbiamo ragionato sull’organizzazione del lavoro: chi fa cosa, come si passano le informazioni, si prendono le decisioni.

Via via, da parte dei partecipanti sono state ricercate e -dopo l’approvazione della direzione- applicate diverse soluzioni in azienda e si è in seguito constatato “l’effetto che fa”, condividendo poi le diverse reazioni in aula.

Negli istogrammi che seguono è riportato l’apprezzamento – 1 per esprimere il minimo, fino a  6 per il massimo – da parte dei lavoratori a fine corso in risposta alle domande: “Penso che questo percorso abbia aiutato a migliorare i rapporti in azienda”.

 

Risposte dei lavoratori sui rapporti in azienda:

e “Penso che questo percorso abbia aiutato a porre più attenzione alla qualità della produzione aziendale”.

 

Risposte dei lavoratori sull’attenzione alla qualità della produzione:

Risultati con l’ applicazione di Benessere per ben lavorare©

  1. significativo miglioramento del clima relazionale (meno conflitti e più collaborazione)
  2. significativa diminuzione dell’assenteismo (-50% in 9 mesi, ossia da inizio corso a fine anno 2010)
  3. riduzione del numero dei reclami (da 6 a 4,5)
  4. riduzione degli scarti (da 2,6 a 1,75 in un anno)
  5. incremento della produttività (+ 2,62%)

L’insieme di questi fattori a fine 2010 ha consentito ai lavoratori di questa azienda di ottenere per la prima volta il premio di produzione sui quattro punti, ottenendo il miglior premio degli ultimi 10 anni, mentre precedentemente ne veniva raggiunto solitamente uno ogni anno.

A riprova della veridicità che “benessere è ben lavorare” possiamo affermare con un certo orgoglio il miglioramento conseguito si è mantenuto e consolidato nel tempo.

Il modello Benessere per ben lavorare© prevede incontri con la direzione aziendale per l’analisi dei risultati durante il percorso, per concordare l’eventuale ratifica e sostegno di cambiamenti “a piccoli passi”. Fa parte del metodo proposto evitare stravolgimenti organizzativi a favore di mutamenti per aggiustamenti successivi, e in ogni caso sempre nel rispetto e consolidamento delle gerarchie esistenti. Nella tabella sotto sono riassunti gli obiettivi di tali colloqui.

 

Obiettivi dei colloqui con la direzione:

Questo modello formativo, articolato su più piani – dal personale all’organizzativo – implica da parte di ciascuno modifiche nelle proprie concezioni oltre che nelle pratiche relazionali e lavorative quotidiane.

In ogni cambiamento è necessario affrontare la crisi e l’ansia che lo accompagna: anche per passare da un malessere consolidato e conosciuto, a un benessere nuovo, non noto.

E’ compito del formatore acquisire la fiducia di quanti sono coinvolti nel percorso, dalla Direzione fino ad ogni singolo lavoratore coinvolto, in modo che ciascuno all’inizio si affidi, per poi crescere auto-educandosi.

 

Contatti

Per contattarmi potete scrivermi. Io rispondo a tutte, ma proprio a tutte le mail che ricevo per lavoro.

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